Dietro le quinte: come nascono le analisi di AITalk
L'idea prima degli strumenti
Ogni analisi pubblicata su questo portale inizia nello stesso modo in cui è sempre iniziato un articolo: con la ricerca di una storia che valga la pena raccontare. Scorro giornali specializzati, blog tecnici, social network, YouTube, archivi di ricerche accademiche. Non cerco l'hype del momento, quello che tutti stanno già commentando. Cerco argomenti di sostanza, innovazioni effettive o prospettiche che si nascondono lontano dai riflettori. A volte sono questioni puramente tecniche che però portano con sé collegamenti etici, sociali, culturali, economici o geopolitici. È in questi interstizi che si annidano le storie più interessanti. Ecco l'angolo narrativo: non solo "cosa hanno fatto", ma "perché l'hanno fatto così" e "cosa significa nel contesto più ampio della competizione tecnologica globale".
La ricerca: da Google a Perplexity
Una volta identificata l'idea, inizia il lavoro di scavo. La prima fase è quella classica: una ricerca manuale su Google per orientarmi, capire chi ha già scritto cosa, individuare le fonti primarie. Poi passo a Perplexity, uno strumento AI specializzato nella ricerca e nell'aggregazione di fonti che ho trovato particolarmente affidabile. Non si tratta di delegare la ricerca all'intelligenza artificiale, ma di usarla come amplificatore: Perplexity mi permette di esplorare connessioni che richiederebbero ore di lavoro manuale, indicizzando rapidamente paper accademici, comunicati stampa ufficiali, discussioni tecniche su forum specializzati.
Dopo aver letto le fonti primarie, faccio quello che chiamo un "brainstorming assistito" con Perplexity: identifico cinque o sei punti essenziali su cui indagare per costruire un'analisi completa a trecentosessanta gradi. È ancora un lavoro profondamente umano: l'AI suggerisce, io decido cosa vale la pena approfondire e cosa scartare.
Lo scheletro dell'analisi
A questo punto costruisco uno schema dettagliato di come voglio sviluppare l'articolo. Definisco il tono, cerco un filo rosso narrativo che tenga insieme i diversi piani dell'analisi, ragiono sull'incipit e sul finale, penso ad eventuali metafore culturali che possano alleggerire la lettura senza banalizzarla. Riferimenti pop non mainstream, analogie da nicchie culturali, citazioni di cult movie o videogiochi narrativi: tutto serve a rendere accessibile la complessità senza svilirla.
Poi riempio questo scheletro con i contenuti estratti dalle varie fonti, verificando ogni dato, ogni citazione, ogni collegamento logico. Questa prima bozza, che generalmente occupa circa tre cartelle Word, è già un testo strutturato e referenziato, non una raccolta casuale di appunti. È il materiale grezzo ma organizzato che poi affinerò.
Claude entra in scena
Solo a questo punto entra in gioco Claude, il modello linguistico di Anthropic che uso per la stesura finale. Gli fornisco la mia bozza insieme a un prompt che ho affinato nel tempo, dove definisco identità e stile del portale, il tono di voce, l'approccio critico che voglio mantenere, il processo di lavoro e una checklist finale. Claude mi restituisce una proposta di sviluppo che affino una o due volte, generalmente arrivando rapidamente a qualcosa di molto vicino alla mia visione grazie al lavoro pregresso sul prompt.
È importante chiarire cosa fa Claude in questo processo: non scrive l'articolo al posto mio, lo riscrive seguendo parametri precisi che io ho definito. Trasforma la mia bozza tecnica in una narrazione più fluida, mantiene coerenza stilistica, suggerisce connessioni che potrebbero essere sfuggite. Ma il controllo resta interamente umano. Claude è uno strumento di editing avanzato, non un coautore.
La revisione è tutto
Qui arriva la parte più impegnativa e che richiede la massima attenzione critica. I modelli linguistici sono convincenti nelle loro asserzioni, ed è proprio questa sicurezza apparente a rappresentare una trappola psicologica: bisogna verificare tutto. Inizio una revisione totale del testo, correggendo le parti che non mi convincono, verificando ogni singola citazione e fonte. Claude, sulla base del mio testo e delle fonti che gli ho fornito, a volte integra autonomamente la ricerca o inserisce collegamenti aggiuntivi. Se queste integrazioni mi sembrano utili per arricchire l'analisi, le tengo solo dopo opportune verifiche. Se non aggiungono valore o se non riesco a confermarle attraverso fonti primarie affidabili, le taglio senza esitazione.
Ogni affermazione deve avere un link verificato. Non accetto riferimenti generici o citazioni non tracciabili. Questo controllo maniacale, secondo me, è ciò che distingue un'analisi di qualità da un contenuto generato in massa. È un lavoro lungo, a tratti noioso, assolutamente fondamentale. Come nel montaggio cinematografico, il regista può avere ottimi strumenti di editing, ma la decisione su quale inquadratura tenere e quale scartare resta sua e solo sua.
Il packaging multimediale
Terminata la revisione del testo, cerco immagini che possano integrare l'analisi, preferibilmente da paper ufficiali o fonti verificate, linkando sempre la provenienza. Poi creo l'immagine di copertina: penso a un'immagine che richiami immediatamente il concetto fondamentale dell'articolo, la trasformo in un prompt e la genero con strumenti AI come Leonardo AI o Whisk. Formatto quindi tutto il materiale, testo e immagini, in formato Markdown adatto al backend del portale.
A questo punto genero i contenuti collaterali con NotebookLM: la sintesi video, il podcast audio, l'infografica. Uso prompt mirati per mantenere coerenza stilistica. Infine, siccome il portale è pensato multilingua, genero le traduzioni in inglese, spagnolo, francese e tedesco con Jules, uno strumento che tecnicamente non è nato per questo scopo ma che ho trovato particolarmente efficace e comodo essendo collegato al mio progetto AITalk su GitHub.
Il risultato finale lo potete giudicare voi stessi, articolo per articolo, verificando fonti e collegamenti, valutando la solidità delle argomentazioni. La trasparenza su questo processo non è solo un principio etico, è un invito al controllo incrociato. In un'epoca in cui le content farm basate su AI producono migliaia di articoli al giorno senza supervisione umana, rendere visibile il metodo di lavoro diventa parte integrante della credibilità. L'intelligenza artificiale è uno strumento formidabile, ma solo quando resta esattamente questo: uno strumento nelle mani di chi ha ancora qualcosa da dire.